Benessere, Enogastronomia, Home

Chiuso per foto! Foodporno!

Smettete di fotografare il vostro cibo e postarlo su Instagram, Facebook o Pinterest,  se non volete far chiudere altri ristoranti. E’ questa l’accusa rivolta dalla stampa anglosassone ai suoi lettori, dopo che nei primi nove mesi del 2018 sono stati chiusi più ristoranti di quanto non ne siano stati chiusi in tutto il 2017.

L’Inghilterra dopo aver rappresentato per secoli la patria del cibo più informe e meno saporito, grazie al suo melting pot, è divenuta territorio di conquista per tutte le cucine del mondo, equamente rappresentate tra estremamente qualitative e costose, od economiche e molto meno intriganti. Un londinese può spaziare dalla cucina mediterranea a quella araba/libanese, pakistana, indonesiana, vietnamita, indiana, francese, polacca, russa, sudamericana, caraibica, ecc. spostandosi solo di un paio di strade, o una fermata della metro.

Questa grande varietà ha rappresentato un plus, sono moltissimi gli chef che hanno aperto attività a Londra e dintorni, in cerca di fortuna, buone recensioni ed un immediato successo. L’estrema varietà si è ovviamente scontrato con un eccesso di offerta e la relativa selezione naturale, che ha portato ad un accelerato ricambio del panorama ristorativo.

Se però alla qualità e al rapporto col prezzo aggiungete la insostenibile smania della clientela di fotografare ogni tipo di portata per postarla sui social media, comprenderete che il bisogno di rinnovare costantemente il proprio carnet fotografico, non si sposa coi ritmi con cui si cambia il menù, specialmente se si rispettano le stagionalità.

Questo bisogno di “immagini fresche di giornata” porta a fagocitare non solo i piatti e le portate, ma gli interi ristoranti, per non perdere mai quella sensazione di essere arrivati primi ad immortalare un impiattamento di particolare spettacolarità, ed amen se il gusto è assai inferiore alle aspettative cromatiche.