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La storia di una saponetta

Anche in un presidio comune e quotidiano come la saponetta, si può leggere la storia e lo sviluppo delle civiltà, soprattutto per l’aspetto igienico-sanitario. Il sapone più antico è stato ritrovato nell’attuale Iraq, da scavi appartenenti alla civiltà babilonese, e risale a 28.000 anni fa. Una tavolette con caratteri cuneiformi descrive una preparazione simile agli attuali processi per la preparazione del sapone naturale, artigianale o casalingo. La ricetta era a base di acqua, sostanze alcaline e olio di cassia (Cinnamomun cassia nota come cannella cinese)

La zona del medio oriente ha visto sviluppare un florido commercio anche grazie al celebre Sapone di Aleppo, anticipatore del sapone di Marsiglia. La zona di Aleppo era ricchissima di olivi ed alloro, dall’unione di questi elementi sono nati i profumati pani diffusi in tutto il Mediterraneo. Conosciuti dai pellegrini e dai membri dei Cavalieri di Malta, partiti per riconquistare il Sacro Sepolcro, sono stati portati in patria al loro rientro. Conosciuto anche dagli Egizi, se ne trovano tracce in documenti datati prima del 1500 a.c., era un sapone molto duro, inadatto all’igiene personale, che veniva utilizzato per la pulizia dei tessuti.

Gli Arabi sono stati probabilmente i primi ad utilizzare la soda caustica Al-Soda Al-Kawia , unita ad olio, grassi ed aromi, per accelerare il processo di saponificazione, ed ottenere un prodotto adatto all’igiene umana. Mescolando oli vegetali e balsami hanno ottenuto una grande varietà di profumi, ed un prodotto più raffinato, ideale anche per le cuti delicate. La soluzione di renderlo disponibile sotto forma di panetti, scaglie o liquido, ideale per la rasatura, effettuata anche all’inguine dai musulmani, ne ha favorito la diffusione.

Greci e romani non amavano usare il sapone anche se lo conoscevano (sapo), preferendo usare lo striglio, una sorta di raschietto a lama ricurva con cui raschiare la pelle ed eliminare al contempo tutti i peli. La cute veniva poi massaggiata e profumata con oli mescolati ad essenze. Altri popoli utilizzavano pietra pomice o argille per la loro igiene personale. Galli e Germani preparavano un miscuglio di cenere, calce e sego per lavare i capelli e detergersi. Il composto veniva usato anche come cosmetico. Plinio il Vecchio cita con riprovazione, l’abuso che questi popoli ne facevano.

L’espansione e dominazione  araba del nord Africa, Spagna e Sicilia ha contribuito a diffondere il sapone tra i popoli che non ne facevano uso regolarmente. Anche il meridione d’Italia ha goduto di questa diffusione. Ritenuto un bene di lusso, per vari secoli venne importato dai mercanti veneziani e genovesi, che lo acquistavano in medio oriente e lo rivendevano a caro prezzo. A partire dall’800 d.c. Genova e Venezia iniziarono a realizzare saponi in proprio.

Gli arabi amavano diffondere le loro conoscenze, ed impiantarono fabbriche di saponette, la più celebre in Spagna era ad Alicante. Il segreto della perfetta saponificazione venne diffuso in altre città europee, divenute famose per le loro produzioni e per le varianti profumate, che ne hanno decretato il successo. Nel Medioevo, a Savona in Italia e Marsiglia in Francia, erano stanziate le più celebri fabbriche di sapone.

La storia del sapone prodotto artigianalmente finisce con la rivoluzione industriale. Il chimico francese Nicolas Leblanc scoprì, alla fine del XVIII secolo, un processo in grado di fargli ottenere una sostanza alcalina, dal normale sale da cucina. Processo altamente inquinante, che lasciava molte scorie, migliorato in seguito con la produzione di soda caustica, ottenuta sempre da soluzioni saline. I successivi progressi della chimica portarono ad una produzione su larga scala con un abbattimento considerevole dei costi che segnò la fine delle piccole imprese.

E’ in Inghilterra che le prime campagne pubblicitarie, che vedono protagonista il sapone, prendono corpo, facendo leva sull’igiene come base della salute. Dagli USA arrivano invece gli spot pubblicitari che sponsorizzano programmi radiofonici e le serie tv più semplici e popolari, le “soap opera” appunto. Curiosamente proprio nel pieno boom industriale degli anni ’60 dello scorso secolo, si ricominciano a produrre saponi naturali, artigianali, senza additivi chimici e con aromi naturali. Saponette pregiate e talvolta naif, con ingredienti di grande qualità rispetto ai concorrenti commerciali, divenute talvolta fenomeni di moda, come nel pieno della stagione “new age”.